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Florovivaismo
19/09/2022

Florovivaismo

Si è tenuto in Olanda, nei giorni scorsi, l’incontro del gruppo di lavoro informale fiori e piante del Copa-Cogeca. Come si ricorderà l’ultimo incontro del Gruppo di Lavoro fiori e piante in presenza risale al 2019 a Sanremo ed era stato organizzato congiuntamente da Confagricoltura, CIA ed ACI. Confagricoltura ha preso parte al meeting a Delft che, da una parte, è stata l’occasione per conoscere e visitare alcune eccellenze nella ricerca, nella produzione e nella commercializzazione florovivaistica olandese e, dall’altra, è stato un importante momento di scambio di informazioni sull’andamento del comparto. Ciò che è emerso in maniera evidente è che ci sono problemi comuni che stanno mettendo a serio rischio la tenuta delle imprese europee: la crescita continua dei costi di produzione, in particolare dei costi energetici, la difficoltà a reperire alcuni mezzi di produzione, il calo dei consumi e la complessità nel reperimento della manodopera. Confagricoltura nel suo intervento ha aggiunto che, oltre a questi problemi allarmanti, le imprese devono fare i conti con la preoccupante carenza di molecole disponibili per la difesa fitosanitaria e, quest’anno, sono state colpite dapprima da una persistente siccità e da alte temperature e successivamente da ripetute “bombe d’acqua”. La Confederazione ha pertanto ribadito la necessità di potenziare la ricerca nel settore florovivaistico, ma ha soprattutto evidenziato che, in assenza di misure urgenti da parte delle amministrazioni nazionali ed europee, è a rischio la tenuta di un importante segmento dell’agricoltura dell’UE. In tal senso, il recente decreto ministeriale sul florovivaismo, trasmesso in Conferenza Stato-Regioni, apporta un intervento da 25 milioni di euro per il settore, rappresentando un primo importante passo per garantire ristoro alle imprese florovivaistiche che abbiano sostenuto un incremento dei costi energetici, per lo svolgimento dell’attività, di almeno il 30% in più rispetto al corrispettivo dell’anno antecedente. Il decreto, secondo le stime Istat, dovrebbe coinvolgere oltre 8 mila imprese, per un totale di circa 8814 ettari di superfici a serre o con strutture protette, con l’obiettivo di salvaguardare la competitività del comparto produttivo ed evitare chiusure forzate o l’arresto per mancanza di liquidità, con le gravose conseguenze che avrebbe avuto sull’occupazione.