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CLASSIFICAZIONE COMUNI MONTANI: ACCORDO IN CONFERENZA UNIFICATA PER IL RECUPERO DI OLTRE 800 COMUNI
21/02/2026

CLASSIFICAZIONE COMUNI MONTANI: ACCORDO IN CONFERENZA UNIFICATA PER IL RECUPERO DI OLTRE 800 COMUNI

Il percorso di attuazione della Legge sulla Montagna (L. 131/2025) segna un passaggio decisivo grazie all' accordo raggiunto lo scorso 5 febbraio in Conferenza Unificata. Al centro del confronto c ’è la nuova definizione dei criteri per la classificazione dei comuni montani, argomento che nei mesi scorsi aveva sollevato forti criticità a causa di parametri orografici considerati troppo stringenti. La prima stesura del DPCM, basata esclusivamente su altimetria e pendenza, ha infatti comportato un drastico declassamento, riducendo i comuni beneficiari da circa 4.200 a soli 2.844. Il lavoro di mediazione tra il Ministero per gli Affari Regionali, l’ANCI e le Regioni ha permesso di mitigare questo impatto, portando il nuovo elenco a 3.715 comuni. Questo risultato è stato ottenuto abbassando il limite dell’ altitudine media a 350 metri e introducendo meccanismi di inclusione per i comuni interclusi o confinanti con quote superiori ai 300 metri. Si tratta di un recupero fondamentale di 851 realtà locali che rischiavano l' esclusione dai regimi agevolativi e dai finanziamenti dedicati. Sebbene permanga una mancata intesa formale da parte di alcune Regioni che continuano a sollecitare una maggiore attenzione ai parametri socio-economici come lo spopolamento e la carenza di servizi, il via libera a maggioranza permette di procedere in Consiglio dei Ministri. L’ accordo stabilisce inoltre che, nella ripartizione del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (FOSMIT) per il 2025, il Governo valorizzerà le realtà con spiccate caratteristiche di montanità, mentre le Regioni si impegnano a tutelare i comuni che non rientrano nei nuovi criteri. Per evitare penalizzazioni immediate alle comunità locali e garantire una transizione graduale, l’ accordo prevede clausole di salvaguardia che mantengono ferme le attuali misure agevolative. Tali benefici resteranno in vigore fino all' aggiornamento della normativa regionale o all' esercizio delle deleghe previste dalla nuova legge nazionale. Questo approccio evita un declassamento rigido e garantisce continuità di supporto alle aree interne, riconoscendo la complessità dei territori che vivono condizioni di isolamento indipendentemente dalle sole vette alpine.