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Decreto trasparenza (D.LGS. N. 104/2022)
08/09/2022

Decreto trasparenza (D.LGS. N. 104/2022)

Si rende noto che sulla Gazzetta Ufficiale n. 176 del 29 luglio u.s., è stato pubblicato il d.lgs. n. 104/2022 (cd. decreto trasparenza) con il quale lo Stato italiano dà “Attuazione della direttiva (UE) 2019/1152 del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 giugno 2019, relativa a condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili nell'Unione europea”.

 

Il provvedimento modifica significativamente la previgente normativa in materia di obblighi di comunicazione dei datori di lavoro sulle condizioni contrattuali e normative, fissate dal d.lgs. n. 152/1997, comportando un notevole appesantimento degli adempimenti formali a carico dei datori di lavoro. La nuova normativa, infatti, incrementa sensibilmente il numero di informazioni che devono essere fornite al lavoratore, eliminando la possibilità di rinviare alla contrattazione collettiva (prima prevista) e riducendo da 30 a 7 giorni i tempi per l’informativa.

 

Si tratta di novità fortemente impattanti, dal punto di vista operativo, sui datori di lavoro privati e segnatamente su quelli del settore primario, anche in ragione delle caratteristiche del lavoro agricolo (stagionalità, discontinuità, etc.) e della composizione della platea dei lavoratori.

 

L’art. 1 prevede un allargamento dell’ambito di applicazione degli obblighi di informativa in capo al datore di lavoro sugli elementi essenziali del rapporto di lavoro e sulle condizioni di lavoro. Questi vengono, difatti, estesi anche ai contratti cd. parasubordinati, quali i contratti di collaborazione coordinata e continuativa e i contratti di prestazione occasionale. Sono dunque espressamente ricompresi i rapporti di lavoro subordinato nel settore agricolo nonché ai rapporti di lavoro domestico (ad eccezione, solo per questi ultimi, delle previsioni di cui agli artt. 10 e 11).

 

Contenuti delle comunicazioni del datore di lavoro

 

Con riferimento alle informazioni che devono essere fornite al lavoratore, l’art. 4 della norma in commento – modificando espressamente i primi quattro articoli del citato d.lgs. n. 152/1997 – integra considerevolmente l’elenco delle stesse.

 

Oltre a quanto già previsto dalla precedente disciplina sarà infatti obbligatorio informare il lavoratore sui seguenti elementi:

 

- gli eventuali co-datori di lavoro.

- il diritto di ricevere formazione;

- la durata degli altri congedi retribuiti oltre alle ferie;

- il diritto di essere informato sull’orario normale e straordinario di lavoro e di conoscere la prevedibilità dell’impiego (programmazione dell’orario normale di lavoro e condizioni del lavoro straordinario) o, nel caso di modalità organizzative imprevedibili, la sua variabilità;

- il periodo di prova;

- il preavviso in caso di licenziamento o dimissioni;

- l’indicazione del contratto collettivo che regola il rapporto e delle parti che lo hanno sottoscritto;

- gli istituti previdenziali e assicurativi che ricevono i contributi versati.

 

Non è più consentito il rinvio alle previsioni dei contratti collettivi di lavoro.

 

Le comunicazioni devono essere fornite al lavoratore in modo chiaro e trasparente, in formato cartaceo o elettronico. Il datore di lavoro deve conservare la prova della trasmissione o della ricezione per la durata di cinque anni dalla conclusione del rapporto di lavoro (art. 3). Le eventuali informazioni eventualmente non contenute nel contratto di lavoro o nella copia della comunicazione di assunzione dovranno in ogni caso essere fornite per iscritto al lavoratore entro i sette giorni successivi all'inizio della prestazione lavorativa (viene fatto salvo il periodo di transizione di 60 giorni dall’entrata in vigore del Decreto in questione).

 

Regime sanzionatorio

 

L’art. 4, lettera e) innova anche il regime sanzionatorio, prevedendo l’applicazione una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 250 a euro 1.500 per ogni lavoratore interessato. Viene invece mantenuta la possibilità per il lavoratore di denunciare il mancato, ritardato, incompleto o inesatto assolvimento degli obblighi di informativa all'Ispettorato nazionale del lavoro che, compiuti i necessari accertamenti di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689, applica la citata sanzione.

 

Per quanto sopra, e vista la complessità e le tempistiche necessarie per poter predisporre il contratto individuale di lavoro, all’impresa assuntrice di manodopera sarà addebitato l’importo di 15 euro per ogni singolo contratto redatto. L’ufficio Paghe della Confagricoltura Viterbo-Rieti è a disposizione dei soci per qualsiasi chiarimento in merito alla norma in oggetto.

 

Distinti saluti

Daniele Ciorba

Direttore