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Pagamento accoppiato e obbligo di sementi certificate
10/04/2024

Pagamento accoppiato e obbligo di sementi certificate

Lo scorso 3 aprile è stata indetta dal MASAF una riXe per aggiornare la situazione di mercato del materiale di propagazione del pomodoro da trasformazione e per monitorare la situazione della produzione sementiera. La riXe ha coinvolto oltre alle Organizzazioni agricole anche le principali ditte sementiere ed il CREA. In particolare, relativamente al pomodoro da industria, considerata la difficoltà di approvvigionamento del materiale di propagazione certificato, il MASAF ha proposto di valutare l’esigenza di apportare modifiche al piano strategico PAC per evitare di dover procedere di deroga in deroga, per gli anni di domanda 2025 e seguenti. Valutando la possibilità di ammettere al sostegno accoppiato anche le superfici investite con materiale di propagazione derivante da sementi della categoria standard o da sementi coperte da Autorizzazione Provvisoria alla Vendita (APV) per il secondo anno consecutivo. Confagricoltura ha, innanzitutto, ringraziato il Ministero per aver individuato una soluzione che ha permesso il percepimento del premio accoppiato per la campagna 2024; ha indicato anche la opportunità di risolvere la questione in maniera strutturale, lavorando su un percorso condiviso di medio-lungo periodo, per evitare di procedere di deroga in deroga. Per fare questo è necessario partire dai dati a disposizione. La seconda parte della riXe ha riguardato poi l’aggiornamento della situazione della produzione sementiera. Sul punto, relativamente al riso, a seguito di una specifica richiesta di Confagricoltura sono state fornite rassicurazione sia dal CREA che dalle ditte sementiere circa la disponibilità della semente per la campagna in corso non essendo ancora completi i dati sulle sementi certificate. È emersa, infine, una problematica per la soia di secondo raccolto; infatti, i quantitativi previsti per il percepimento del pagamento sono eccessivi e andrebbero ridotti. Confagricoltura è intervenuta in merito per sostenere la questione ed evidenziare che la Confederazione, in fase di stesura del decreto di riferimento, aveva già indicato tale problematica in particolare per la soia di secondo raccolto.