Emissioni industriali, l’Italia verso il recepimento della Direttiva Ue. C’è anche la zootecnia
Il MASAF ha convocato nei giorni scorsi le associazioni agricole per illustrare lo schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva europea sulle emissioni industriali (IED). La riunione è stata preceduta da un via libera preliminare del Consiglio dei ministri necessario per rispettare la scadenza per il recepimento fissata al 1° luglio 2026. La direttiva europea introduce nel quadro normativo nazionale nuove disposizioni su prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento, con un’estensione rilevante anche al comparto zootecnico, per il quali Confagri ha richiesto di alleggerire al massimo i procedimenti, considerando che gli allevamenti non possono essere assimilati agli impianti industriali. In presenza di collegamenti gestionali o funzionali il decreto prevede la possibilità di considerare più installazioni come un’unica unità. Da qui, il rischio che aziende distinte vengano accorpate ai fini del calcolo delle soglie (UBA), con conseguente assoggettamento a obblighi più stringenti. Occorre poi garantire uniformità applicativa tra Regioni, anche alla luce delle realtà produttive che si estendono su più ambiti regionali. Riguardo ai sistemi di gestione ambientale (SGA), il previsto obbligo di audit periodici e pubblicazione dei risultati rischia di tradursi in un eccessivo onere per le aziende.
