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DL BOLLETTE – APPROVATO EMENDAMENTO SU BIOENERGIE
29/03/2026

DL BOLLETTE – APPROVATO EMENDAMENTO SU BIOENERGIE

La Commissione Attività produttive alla Camera ha approvato un emendamento all’art. 5 del decreto-legge bollette concernente le bioenergie che apporta alcune modifiche al meccanismo dei prezzi minimi garantiti. È un passo in avanti rispetto allo schema di decreto presentato a dicembre e allo stesso decreto-legge nell’attuale formulazione. Se non ci fosse stata l’azione di Confagricoltura delle ultime settimane si sarebbe rischiati danni ingenti al settore. Nonostante l’emendamento approvato non corrisponda in pieno alle richieste presentate, permette il proseguo della produzione di energia elettrica per gli impianti a biogas e biomasse fermo restando il percorso di riconversione degli impianti verso la produzione di biometano. In particolare, prevede:

· un aumento del plafond negli anni 2026-2030.

· sulla diminuzione delle ore di produzione, l’introduzione di priorità per salvaguardare le filiere agroenergetiche nazionali e comunitarie;

· impegno a riconvertire a biometano per gli impianti di potenza > 300kW. Eliminazione dell’obbligo relativo all’impegno di riconversione, prevedendo un indirizzo generale di sottoscrizione dell’impegno a riconvertire;

· limite di 300 kW per usufruire dei PMG fino al 3037 che si applica anche agli impianti beneficiari delle misure sulle pratiche ecologiche.

Nel compromesso raggiunto non sono stati accolti ulteriori suggerimenti volti a migliorare ulteriormente la situazione:

· prevedere ulteriori risorse nel biennio 2027-2028, periodo in cui si evidenzieranno le maggiori criticità.

· escludere dalla diminuzione delle ore di produzione gli impianti di potenza inferiore ad 1 MW;

· prevedere l’accesso ai PMG sino al 2037 per gli impianti di potenza di 2 MWt (circa 650 KW);

· introdurre disposizioni specifiche per gli impianti che non potranno riconvertire a biometano.

Aspetti su cui Confagricoltura proseguirà la sua azione per salvaguardare gli impianti a biogas di potenza superiore a 300 kW che non potranno riconvertire a biometano e gli impianti a biomasse che sono un elemento cruciale per la sostenibilità e la resilienza delle imprese agricole e forestali italiane e sono il motore dell’economia circolare in ambito agricolo.