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Circolare ministeriale relativa alla presentazione di proposte progettuali da parte di distretti biologici
14/03/2024

Circolare ministeriale relativa alla presentazione di proposte progettuali da parte di distretti biologici

Mercoledì 6 marzo u.s. è stato pubblicato l’avviso ministeriale relativo alla selezione di proposte progettuali da parte dei distretti biologici per favorire le forme di produzione agricola a ridotto impatto ambientale e per la promozione di filiere e distretti di agricoltura  biologica.

 

L’avviso - che attua il decreto Masaf 14 ottobre 2022, n. 522163, e successive, modifiche      e integrazioni - definisce i criteri per la presentazione delle domande, di ammissibilità a contributo per i progetti a carattere locale presentati dai distretti biologici, come evidenziato ai sensi dell’articolo 5, comma 2, lett. b) del citato decreto che si invia unitamente al bando ed ai modelli di domanda.

 

Nello specifico, nel bando vengono esplicitate le categorie di intervento, l’ammontare delle risorse disponibili, le tipologie di investimento, i requisiti di accesso dei soggetti proponenti, le condizioni di ammissibilità dei progetti, le spese ammissibili, la forma e le  intensità delle agevolazioni, le modalità di presentazione delle domande e i criteri di valutazione, nonché le modalità di concessione e di erogazione delle agevolazioni e di rendicontazione delle spese.

 

Si evidenzia, infatti, che i progetti devono interessare un ambito territoriale locale, ed a tal fine, gli interventi devono quindi essere realizzati in ambito regionale e/o interregionale e devono avere ricadute nell’area definita dall’intervento.

 

Relativamente agli interventi ammissibili, questi devono rientrare nelle fattispecie previste nel Reg. UE 2022/2472 del 14 dicembre 2022, ossia:

a)      iniziative per lo scambio di conoscenze e per azioni di informazione sulla produzione biologica;

b)      iniziative per servizi di consulenza:

c)      iniziative per le misure promozionali a favore dei prodotti agricoli biologici.

 

Nel caso degli interventi di cui alla lettera a) le iniziative devono essere volte a sviluppare azioni di formazione professionale e acquisizione di competenze in materia di produzione biologica, compresi corsi di formazione, seminari, conferenze e coaching e ad azioni di informazione, nonché alla promozione dell’innovazione in materia di produzione biologica.

 

Tra gli obiettivi precipui di queste iniziative devono rientrare la conversione all’agricoltura biologica con particolare riguardo all’uso sostenibile delle risorse naturali, un approccio territoriale sia per la fase della conversione che del mantenimento della produzione biologica, l’organizzazione di attività partecipative al fine di garantire la più ampia adesione al distretto, l’integrazione delle attività agricole biologiche con le altre attività economiche presenti che ricadono all’interno di aree paesaggisticamente rilevanti, la limitazione dell’uso dei prodotti fitosanitari e il divieto all’uso di diserbanti per la pulizia delle strade e delle aree pubbliche, l’adozione da parte degli agricoltori convenzionali di pratiche necessarie per impedire l’inquinamento accidentale delle coltivazioni biologiche, la divulgazione delle migliori pratiche messe in atto nei distretti biologici, nonché il sostegno alle attività multifunzionali collegate alla produzione biologica.

 

Tra le spese ammissibili si annoverano le spese per l’organizzazione di azioni di formazione professionale e acquisizione di competenze (corsi di formazione, seminari, conferenze e coaching, o azioni di informazione), le spese di trasferta per i beneficiari, nonché i costi di prestazione di servizi di sostituzione durante l'assenza dei partecipanti per gli organismi prestatori di servizi. L’intensità dell’aiuto è pari al 100 % dei costi ammissibili.

 

Nel caso degli interventi di cui alla lettera b) le iniziative devono essere volte a supportare le aziende attive nel settore agricolo e i giovani agricoltori attraverso servizi di consulenza mirati all’avvio del processo di passaggio alla produzione biologica, alla fase di conversione, al miglioramento della produzione biologica sia in termini di prestazioni economiche che ambientali. In tale fattispecie gli aiuti non sono sottoforma di pagamenti                        diretti ai beneficiari ma sono erogati agli organismi prestatori dei servizi di consulenza.

 

Le attività da sviluppare devono essere orientate all’organizzazione delle filiere corte per la diffusione della produzione locale, alla costituzione di gruppi di operatori al fine di realizzare forme di certificazione di gruppo, alla semplificazione delle norme di certificazione biologica e di quelle relative alla certificazione ambientale per i produttori biologici operanti nel distretto, nonché alla valorizzazione e promozione dei processi di preparazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti biologici.

In tal caso gli aiuti sono accessibili a tutti i soggetti beneficiari ammissibili nella zona interessata, sulla base di criteri oggettivamente definiti.

 

Per la consulenza fornita dai prestatori del servizio ad un unico beneficiario attivo nella produzione agricola primaria, l'intensità di aiuto è pari al 100 % dei costi ammissibili fino al limite massimo di euro 25.000,00 per triennio.

 

Per la consulenza fornita dai prestatori del servizio ad un unico beneficiario attivo nella trasformazione e nella commercializzazione di prodotti agricoli, l’importo dell’aiuto è pari al 100 % dei costi ammissibili fino al limite massimo di euro 200.000,00 per triennio.

 

Infine, nel caso degli interventi di cui alla lettera c) ossia le iniziative per le misure promozionali a favore dei prodotti agricoli biologici queste possono essere raggiunte tramite:

-          l’organizzazione di concorsi, fiere ed esposizioni dedicate ai temi dell’agricoltura                        biologica;

-          la partecipazione a concorsi, fiere ed esposizioni dedicate, anche in maniera non esclusiva, ai temi della produzione biologica;

-          pubblicazioni destinate a sensibilizzare il grande pubblico in merito ai prodotti   agricoli biologici.

 

Diverse le spese ammissibili, tra queste le spese di iscrizione e quelle di viaggio nonché le spese per pubblicazioni e divulgazione con una intensità di aiuto è pari al 100 % dei costi ammissibili.

 

I soggetti che possono presentare la domanda di contributo, quali soggetti proponenti, sono i distretti biologici riconosciuti come tali dalle normative regionali e nazionali.

 

Invece per soggetti beneficiari del progetto si intendono le PMI biologiche (imprese della produzione agricola primaria, quelle della trasformazione e della commercializzazione di prodotti agricoli) e quelle in conversione.

 

Le risorse disponibili per il finanziamento dei progetti ritenuti ammissibili ammontano  ad euro dieci milioni. Inoltre, il progetto presentato deve avere un importo complessivo  non inferiore ad euro duecentomila e non superiore ad euro quattrocentomila.

 

Relativamente alla durata del progetto si evidenzia che il soggetto proponente è tenuto   a  garantire la realizzazione delle attività ed il conseguente raggiungimento degli obiettivi identificati entro e non oltre il termine di 24 mesi dalla comunicazione di avvenuta registrazione del decreto di approvazione del progetto.

 

Le domande di accesso alle agevolazioni, corredate della documentazione allegata, devono essere inviate esclusivamente a mezzo posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo: saq1@pec.politicheagricole.gov.it a decorrere dalle ore 12:00 del giorno 15   aprile 2024 e fino alle ore 12:00 del giorno 29 aprile 2024 e dovranno riportare nell’oggetto “Istanza per la concessione di agevolazioni volte a favorire le forme di produzione agricola a ridotto impatto ambientale e per la promozione di filiere e distretti di agricoltura biologica – Distretti biologici”.

 

Cordiali saluti

 

Daniele Ciorba

Direttore


Allegati: https://drive.google.com/drive/folders/1oUGpSGOzzWelrrwUbyRUO-OJoY4hYICw?usp=sharing